Pubblicato da: giulyg78 | 10 dicembre 2015

La piuma

la piuma Una favola che non è una favola. Un racconto breve, che avrebbe potuto essere qualcosa di più. Un continuo luogo comune, un succedersi di stereotipi che nulla hanno in comune se non una piuma che arriva, osserva e riparte. I personaggi sono “maschere”, ma non hanno sentimenti. L’ultimo scritto di Giorgio Faletti, un insospettabile che ha scritto il capolavoro di tutti i thriller, doveva restare a mio parere, quello che era: una bozza nel cassetto dello scrittore. Un progetto da affinare, un qualcosa che invece è stato pubblicato, postumo, per dedicare a tutti i suoi lettori “l’ultimo lavoro”. Personalmente non credo che questo scritto fosse pronto, un po’ come la stessa piuma, che non vola se non trova l’alito di vento che la sospinge. E quello che manca, quel senso di incompletezza, non è un esercizio di stile, un virtuosismo letterario: è proprio l’alito vitale che Faletti non ha potuto o voluto dare.

Una piuma è fatta per volare.

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