Pubblicato da: giulyg78 | 27 febbraio 2010

Un pollo di nome Kashèr

“Dall’infanzia non si guarisce mai”. E’ questa la frase che l’autrice pone a conclusione di questo diario, un diario che raccoglie i suoi ricordi di bambina nell’immediato dopo guerra. Una bambina che torna a vivere in un’Italia massacrata e distrutta non solo dalle bombe. Ma non c’è dolore, non c’è sofferenza, non c’è disperazione. In ognuna di queste pagine, in ogni racconto, tutto è visto con gli occhi di una bambina: svegli, curiosi, ma puliti e sinceri. Il Male che ha compiuto il suo scempio anche qui, nel nostro Belpaese, viene respinto dalla candida innocenza di un racconto che narra una rinascita, una ripresa, un nuovo inizio. Un ritorno o meglio una ripresa di vita; ognuno con le proprie differenze, ognuno con le proprie similitudini: uguali e diversi che iniziano a camminare insieme. Non senza difficoltà; non priva di lacrime. Ma comunque con la fiducia nel domani, nella speranza di guardare avanti e vedere la luce di ogni nuovo giorno che torna a splendere. E se è vero che dall’infanzia non si guarisce mai, è vero anche che l’infanzia è la più dolce delle malattie.

“Ascoltate quello che vi dico ora e non dimenticatelo mai… Non giudicate dalle apparenze… Nessun uomo merita, oltre il tormento, la disperazione e l’angoscia, anche la vostra derisione… Non mortificate la sua sofferenza… Non umiliate mai più chi dalla vita è stato umiliato.”

“Attraverso la conoscenza e l’accettazione è possibile instaurare il rispetto tra i popoli. Nel cuore dell’uomo comune – qualunque sia la sua storia, la sua cultura, la sua fede – dimorano gli stessi sogni e aspettative, la stessa necessità di vivere in pace. Basterebbe prendere coscienza di questo concetto per scoprirsi tutti uguali e far crollare le barriere e i pregiudizi che dividono i popoli; e considerare le diversità di cultura e tradizioni non motivo di diffidenza o sospetto bensì uno straordinario mezzo di arricchimento culturale e di apertura verso il prossimo.”

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Responses

  1. E’ un diario alla riscoperta delle tradizioni, che sopravvivono anche ai più duri attacchi che sembrano volerle annientare.
    La protagonista:
    – da bambina, vive, ascolta, assimila;
    – da ragazza, si pone domande, rifiuta, si ribella;
    – da adulta, riscopre, apprezza e divulga.
    La tradizione così riprende nuova vita e valore.


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