Pubblicato da: giulyg78 | 26 ottobre 2009

Pubblicato da: giulyg78 | 29 dicembre 2015

Premiata ditta sorelle Ficcadenti

Premiata-ditta-sorelle-FiccadentiLo stile inconfondibile di Andrea Vitali, la vita dei paesi come erano cento anni fa, la semplicità delle cose, i buoni odori di piatti rustici ma genuini, la tragicità (presunta) di un inaspettato cambiamento e momenti di comicità (involontaria). Un ottimo romanzo, un’ottima trama, ottimi personaggi. La tranquilla vita di un borgo scossa nella ritualità delle abitudini da una ventata di gioventù, mistero e civetteria. Sono gli ultimi tre capitoli di questo racconto che però lasciano con l’amaro in bocca, per un libro che avrebbe potuto essere geniale ed invece resta sospeso nel limbo dello scontato. Il personaggio di Giovenca Ficcadenti, così enigmatico, così sensuale, così moderno, si trasforma inspiegabilmente nel clichè della giovane donna attratta dal fascino dell’apparenza, più che dalla sostanza. Le due sorelle, che avrebbero potuto essere una coppia diabolica, misteriosa, custode di chissà quali segreti, divengono solo due truffatrici. Peccato, perchè quello che per più di 200 pagine è un ottimo romanzo, animato da una corrente vitale e avvincente, si inaridisce pressocchè inaspettatamente, trasformandosi in un bel racconto di una cronaca provinciale. Vitali regala comunque il piacere di leggere il dialetto, una chicca preziosa, per intenditori; la fatica di capire parole che scritte sembrano impossibili, ma che magicamente divengono comprensibili se pronunciate (e non nascondo che il trucco per capire le espressioni usate dalla perpetua e dalla povera Stampina, è stato proprio quello di leggerle ad alta voce!). Ed in fondo è proprio questa la meraviglia tipica dei suoi racconti. Una riscoperta di cose antiche ma sempre buone.

Pubblicato da: giulyg78 | 27 dicembre 2015

Il racconto del Vajont

il-racconto-del-vajontPotente. Travolgente. Inaspettato. Tutto questo è stato il disastro del Vajont. Una cronaca di una “morte annunciata”: la costruzione di un’imponente opera ingegneristica, capolavoro di tecnologia e perizia, ma disastro umano di presunzione. Il nome Vajont lo sentìi la prima volta alle elementari, nei racconti della mia maestra, originaria del Veneto, cresciuta in un paesino nella provincia di Treviso, in mezzo alle Dolomiti. I suoi erano racconti di montanari, echi di storie antiche come le rocce, di malghe, di passi, di gole profonde, crepacci e scalate. E quel nome è rimasto lì. Pochi anni fa, in concomitanza del 50° anniversario del disastro, quel nome è tornato prepotente, a farsi largo nella mia memoria. Marco Paolini ha ridato voce a quelle memorie. Nel suo stile asciutto e crudo. Aspro come le montagne. Un libro da leggere e da vedere: come consiglia l’autore, si dovrebbe andare a metterci i piedi su quella terra, e guardare, ascoltare. In umile silenzio.

“Una volta nella vita vai a ficcare i piedi là sopra… E poi ritornaci… Prova a fartene una ragione… Ma senza fermarti alla diga, perché non si capisce niente alla diga. Vai avanti fino ai paesi. Poi girati indietro, ficcaci i piedi sopra…”

Pubblicato da: giulyg78 | 10 dicembre 2015

La piuma

la piuma Una favola che non è una favola. Un racconto breve, che avrebbe potuto essere qualcosa di più. Un continuo luogo comune, un succedersi di stereotipi che nulla hanno in comune se non una piuma che arriva, osserva e riparte. I personaggi sono “maschere”, ma non hanno sentimenti. L’ultimo scritto di Giorgio Faletti, un insospettabile che ha scritto il capolavoro di tutti i thriller, doveva restare a mio parere, quello che era: una bozza nel cassetto dello scrittore. Un progetto da affinare, un qualcosa che invece è stato pubblicato, postumo, per dedicare a tutti i suoi lettori “l’ultimo lavoro”. Personalmente non credo che questo scritto fosse pronto, un po’ come la stessa piuma, che non vola se non trova l’alito di vento che la sospinge. E quello che manca, quel senso di incompletezza, non è un esercizio di stile, un virtuosismo letterario: è proprio l’alito vitale che Faletti non ha potuto o voluto dare.

Una piuma è fatta per volare.

Pubblicato da: giulyg78 | 28 settembre 2015

Donne

donneCredo che questo sia il primo libro di Andrea Camilleri che mi ha lasciata insoddisfatta. Non tanto per la prosa, sempre accattivante. Non per lo stile, inconfondibile. Non per i racconti, ognuno con la sua peculiarità. Ma per la sensazione che sia stato un libro non ideato, pensato e scritto per voglia dell’autore, ma per fini commerciali. Ritengo che in molte altre occasioni l’autore abbia dimostrato di saper fare di meglio, di mettere l’anima nel suo lavoro. Qui no. Anche se condivide con noi esperienze e ricordi intimi, è come se rimanessero asettici, sospesi, senza riuscire a trasmetterci davvero l’emozione che li ha generati.

“Questo libro è un catalogo delle donne, realmente esistite nella Storia o create dalla letteratura, altre conosciute e altre ancora di cui m’hanno raccontato. Esso non ambisce ad essere un trattato sulle donne. Ho semplicemente voluto trasferire dalla memoria alla pagina un fatto, un incontro, una storia, l’impressione di una lettura. Gli incontri personali sono così lontani nel tempo che credo possa valere per essi la prescrizione. Sinceramente non avrei mai pensato di pubblicare un libro così intimo sulla figura della donna, ma altrettanto sinceramente non avrei mai pensato che in Italia nel 2013 fossimo costretti a varare una legge contro il femminicidio.”

Pubblicato da: giulyg78 | 27 settembre 2015

I tre giorni di Pompei

20150927-215744.jpgCon piacere mi sono fatta accompagnare dall’autore in questo viaggio alla scoperta delle città di Pompei, Ercolano, Oplontis e Miseno. Ho iniziato a leggere il libro pensando ad una cronaca di fatti elencati e ineluttabili che hanno portato alla scomparsa di città intere e migliaia di persone. In un certo senso quello che si sa dell’eruzione del 79 d.C. è noto a tutti: il Vesuvio si risvegliò improvvisamente, il tappo di magma che lo copriva saltò via, generando un’eruzione esplosiva che distrusse tutto ciò che si trovava nei suoi dintorni. Mi sono dovuta ricredere: mano a mano che avanzavo nei vicoli, nelle strade di Pompei, mentre entravo nelle sontuose ville o nelle botteghe, mentre “vedevo” la vita quotidiana svolgersi davanti ai miei occhi. Anche la famosa “cartolina” che tutti abbiamo bene impressa nell’immaginario collettivo, svaniva e al suo posto prendeva forma un’immagine diversa, per niente minacciosa, che nulla lasciava presagire della tragedia che si sarebbe consumata e che sarebbe passata alla storia. Dopo aver finito la lettura, divorando letteralmente le pagine ed i capitoli, ho potuto comprendere che l’eruzione del Vesuvius (come correttamente deve essere chiamato) del 79 d.C. è stato quanto di più disastroso ed inimmaginabile la Natura abbia compiuto: non c’era possibilità di scampo, la pioggia di pomici che ha per prima sommerso le città, ha di fatto reso instabili le abitazioni e insidiose le vie di fuga; il fumo, i terremoti, hanno paralizzato e bloccato le migliaia di vittime impedendone la salvezza; i surge mortali hanno fissato Pompei e le altre città nel momento esatto in cui il vulcano ha espresso tutta la sua distruttività. Riconosco un grande merito a questo libro e ad Alberto Angela: la capacità, assai rara, di divulgare nozioni scientifiche utilizzando una prosa chiara e semplice, comprensibile e alla portata di tutti; non solo, ma anche di far interessare ed appassionare il lettore tanto da “volerne sapere di più”. Con una consapevolezza nuova, ho sentito il bisogno di vedere e toccare con mano il tesoro che costituisce l’area archeologica di Pompei, Ercolano e Stabia, tesoro che il Vesuvio ha distrutto nella vita ma conservato e tramandato fino a noi; tesoro che purtroppo l’incuria e la negligenza stanno distruggendo in modo irreparabile.

Pubblicato da: giulyg78 | 10 aprile 2015

Morte in mare aperto

morte in mare apertoSono ormai una lettrice seriale di Andrea Camilleri da più di un decennio. Ed ho visto cambiare il personaggio di Salvo Montalbano. Con sorpresa e piacere, iniziando a leggere questi racconti, ho ritrovato il commissario degli “Arancini”; non quel Salvo fiaccato dalla routine del suo lavoro, non quel velo di melanconia che si percepisce nelle sue ultime avventure. Non la stanchezza della routine. Un Montalbano vitale ed entusiasta, se vogliamo anche incosciente, ma proprio per questo lui, unico e inimitabile. Proseguendo nella lettura, episodio dopo episodio, i riferimenti temporali sono stati chiari: credo di non sbagliare collocandoli tra il 1981 e il 1982. Alcuni eventi eclatanti, come l’attentato al Papa, lo ricordo ancora (con memoria di bambina); tanti altri eventi mi sono sfuggiti ma ho imparato a conoscerli crescendo. E mi ha fatto riflettere l’attualità di situazioni, personaggi facilmente e purtroppo ancor oggi presenti e attivi. Scoprire che esiste un’alimentazione continua alla perversione e alla stupidità umana. Nulla è dunque cambiato da trent’anni a questa parte. Ma nonostante tutto c’è sempre un commissario Montalbano che, agendo con cuore e sopra le righe, troverà spiegazioni, colpevoli e saprà dare un significato alla parola “giustizia”.

Pubblicato da: giulyg78 | 10 marzo 2015

L’ultimo volto della luna

l_ultimo_volto_della_lunaSecondo romanzo della giovane Sara Bardi. Si nota una maturazione rispetto al primo romanzo. Qui i toni, le situazioni sono più espliciti e crudi, la realtà viene descritta per quella che è, senza tanti fronzoli. Pur rimanendo un libro fantasy, l’autrice mischia una trama di pura fantasia con elementi che attingono alla tradizione dell’Antico Egitto e dei riti druidici del Nord Europa. Il plot narrativo è ben articolato: nel procedere nella lettura, anche il ritmo stesso cambia, passando dalla tranquillità iniziale alla frenesia del finale; ogni particolare viene svelato e trova una spiegazione, la storia si svolge e si articola lungo una trama ben congegnata, ricca di colpi di scena saggiamente dosati e mai banali. Si nota una continua contrapposizione di elementi a fare da leit motiv a tutto il romanzo: il caldo dell’Egitto contro il freddo del nord Europa, il sole e la luna, il giorno e la notte, la luce ed il buio, il bene ed il male. E questa antitesi costante si riflette anche sui singoli personaggi. L’autrice è decisamente cresciuta rispetto al suo primo romanzo, sia a livello di ideazione che di caratterizzazione di tutto l’impianto narrativo, riuscendo pagina dopo pagina ad affascinare il lettore e portarlo alla scoperta di quel mondo oggi spesso sconosciuto o inesplorato che è la fantasia.

Nota personale: volendo far avvicinare mio figlio (appena tre anni) alla lettura, ho iniziato con questo libro. Forse non il più classico libro di fiabe per l’infanzia. Ma ogni sera, prima di andare a dormire, il piccolo si tuffa sul letto, si infila sotto le coperte, e con la sua vocina mi chiede: “Mamma, legge libbro?”. A volte si addormenta, altre segue la trama con attenzione, altre mi gira le pagine durante la lettura come a voler vedere come prosegue la storia o guarda le immagini dei personaggi chiedendo: “Lui chi è?”. Spesso è lui che alla fine del capitolo mette con delicatezza il segnalibro e poggia il volume sopra il comodino. E ritengo che questo valga più di tante recensioni positive!

Pubblicato da: giulyg78 | 16 luglio 2011

Le sante dello scandalo

E se la Storia fosse diversa da come ci è sempre stata raccontata? Erri De Luca affronta con grande sagacia uno degli argomenti più spinosi e motivo di accesi dibattiti culturali e religiosi. Cinque giovani donne, cinque grandi donne, cinque sante. Forse fuori dagli schemi canonici di “angelo del focolare”, ma emancipate, indipendenti, coraggiose e devote. I ritratti che vengono fatti in questo libro sono brevi, ma talmente densi di significati che ogni parola è stata soppesata, misurata e valutata prima di essere scritta. Deliziosa l’appendice con il dialogo (immaginario ma non per questo meno realista) tra la Madonna e sua madre subito dopo l’Annunciazione: questa è la vera “grazia”, la purezza che va ricercata anche nei  Vangeli che raccontano l’episodio. La semplicità e l’ingenuità di una ragazza (alcune tradizioni vogliono Maria quattordicenne quando ricevette la visita dell’Angelo) che non solo accetta il suo destino, ma non si lascia neppure travolgere da quell’impeto di curiosità tutta carnale di sbirciare il suo misterioso annunciatore. Da leggere, con attenzione e soprattutto, da riflettere.

Pubblicato da: giulyg78 | 16 luglio 2011

Bianca come il latte, rossa come il sangue

Romanzo davvero originale per questo giovane autore esordiente. Una trasposizione moderna di quello che poteva essere stato l’amore cantato dai poeti del Dolce stil novo, da Dante a Petrarca. Sonetti moderni, cantati magari da un i-pod o attraverso un sms. Ma la purezza di questo romanzo è nella purezza dei sentimenti e dei protagonisti. Ragazzi che affrontano l’adolescenza e la vivono sopportandone le cicatrici quotidiane. Ma ogni battaglia conduce alla maturità e alla scoperta di sè stessi. Bellissimo il percorso di crescita sia spirituale che intellettuale del protagonista; col passare del tempo, e mai come in questo caso il suo trascorrere è così relativo, crescono i sentimenti, crescono le paure, cresce la voglia di vita, cresce la speranza, crescono i protagonisti. E una guida d’eccezione è il giovane prof, cavaliere della vera voglia di insegnare e trasmettere la voglia di imparare ad insoddisfatti e super coccolati giovani. Spunto (forse) biografico dell’esperienza scolastica dell’autore, “vecchio” agli occhi dei suoi studenti, “giovane” come il suo primo e più fervente estimatore: Leo. E il bianco non sarà più il colore del nulla, del vuoto, dell’insicurezza, ma sarà la base sulla quale disegnare le pagine della vita, rossa, viva e potente.

Pubblicato da: giulyg78 | 11 luglio 2011

Tenebrae

Che cosa spaventa di più del buio? E’ la paura più atavica dell’uomo, fin da quando siamo bambini, i mostri si nascondono nell’oscurità. Eppure c’è chi vive nell’oscurità. E non la teme. In questo episodio della saga dedicata a Publio Aurelio Stazio, le storie vanno ad integrarsi in un’unica, avvincente trama. Dai bui vicoli della Suburra alle oscurità dell’animo umano, fino al buio del cuore, le tenebre avvolgeranno il più stravagante dei nobili senatori di Roma che le vincerà. Un’altra deliziosa avventura di Danila Comastri Montanari che ci terrà avvinti fino alla soluzione dell’ultimo, misterioso ed oscuro enigma.

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