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	<title>Libri e non solo ....</title>
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		<title>Gang bang</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 16:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulyg78</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Chuck Palahniuk]]></category>
		<category><![CDATA[Gang bang]]></category>
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		<description><![CDATA[
Un linguaggio gretto, volgare, scurrile. I personaggi sono essenziali, limitati, superficiali. L&#8217;ambientazione squallida, quasi asettica nella sua umana bestialità. Palahniuk apre la porta di servizio su un set di un film porno, uno dei peggiori film porno: girato per vendetta, riscatto, ricatto. Senza nessun tipo di emozione o sentimento. Tutto passa oltre. Tutto scivola via [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=732&subd=giulyg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/3000/01/gang-bang.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-793" title="gang bang" src="http://giulyg.files.wordpress.com/3000/01/gang-bang.jpg?w=216&#038;h=300" alt="" width="216" height="300" /></a></p>
<p>Un linguaggio gretto, volgare, scurrile. I personaggi sono essenziali, limitati, superficiali. L&#8217;ambientazione squallida, quasi asettica nella sua umana bestialità. Palahniuk apre la porta di servizio su un set di un film porno, uno dei peggiori film porno: girato per vendetta, riscatto, ricatto. Senza nessun tipo di emozione o sentimento. Tutto passa oltre. Tutto scivola via come l&#8217;olio usato per lucidare la pelle. Anche le rivelazioni più clamorose, le situazioni più drammatiche vengono banalizzate dalla pochezza sentimentale di quanti, per puro caso, si trovano riuniti in un&#8217;unica medesima stanzetta. Una fiera dell&#8217;egocentrismo in pieno svolgimento. Ma Palahniuk si rivela davvero uno scrittore contemporaneo geniale in questo romanzo: nonostante tutto riesce a creare un&#8217;opera godibilissima, scorrevole, con tratti di pura comicità capaci di strappare una risata. Le pagine scorrono via una dietro l&#8217;altra, un attore dopo l&#8217;altro, un ciak dopo l&#8217;altro. E il finale? Il finale è un vero colpo di scena&#8230; o forse no.</p>
<p><em>&#8220;I diamanti di massimo valore sono quelli passati per le mani di molti gioielleri. Seguendo questa stessa regola, le puttane sono preziose.&#8221; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Webster">John Webster</a></em></p>
<p><em>&#8220;Per convincere una donna a recitare in un film a luci rosse devi offrirle un milione di dollari. Per convincere un uomo basta chiederglielo.&#8221; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chuck_Palahniuk">Chuck Palahniuk</a></em></p>
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		<title>Quer pasticciaccio brutto de via Merulana</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 14:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulyg78</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poliziesco]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Emilio Gadda]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[Il commissario della squadra mobile della polizia di Roma, dottor Francesco Ingravallo (don Ciccio), può essere definito l&#8217;antesignano del moderno Salvo Montalbano. In tutto il romanzo di Gadda i riferimenti e le analogie con i moderni romanzi e racconti di Camilleri, sono impressionanti; anzitutto il linguaggio utilizzato dai personaggi, sia che appartengano alla ricca borghesia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=734&subd=giulyg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/3000/01/quer-pasticciaccio-brutto-de-via-merulana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-777" title="quer pasticciaccio brutto de via merulana" src="http://giulyg.files.wordpress.com/3000/01/quer-pasticciaccio-brutto-de-via-merulana.jpg?w=197&#038;h=300" alt="quer pasticciaccio brutto de via merulana" width="197" height="300" /></a>Il commissario della squadra mobile della polizia di Roma, dottor Francesco Ingravallo (don Ciccio), può essere definito l&#8217;antesignano del moderno Salvo Montalbano. In tutto il romanzo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Emilio_Gadda">Gadda</a> i riferimenti e le analogie con i moderni romanzi e racconti di Camilleri, sono impressionanti; anzitutto il linguaggio utilizzato dai personaggi, sia che appartengano alla ricca borghesia che al &#8220;popolo&#8221;: tutti parlano in dialetto, romanesco per la precisione. Ritroviamo l&#8217;efficiente praticità del commissario, affiancato da due poliziotti che vivono la vita di una Roma fatta di strade lastricate di sampietrini, botteghe, garzoni, taverne. Dobbiamo lasciarci trasportare indietro nel tempo, camminare per queste vie, osservare una vita che fa pensare a foto in bianco e nero, carrozze bardate, lumi a candela. Sebbene ambientato sul finire degli anni &#8216;40, si respira un&#8217;aria retrò. Ho trovato geniale il modo garbato, aulico e poetico col quale Gadda lancia le sue invettive contro il regime fascista; una sorta di contemporaneo &#8220;letterary-corrected&#8221; potremo definirlo. Unica vera difficoltà che si riscontra nella lettura di tutto il romanzo è lo stile ampolloso e ricercato col quale vengono rese le descrizioni sia dei luoghi, delle situazioni che dei personaggi, quando sono fatte dall&#8217;Autore: talvolta risultano incomprensibili interi periodi. Ma lo svolgersi della trama, fino all&#8217;inaspettato ed inusuale (per il lettore) epilogo, è nel complesso gradevole.</p>
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		<title>Lo stagno di fuoco</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 06:56:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno strano romanzo d&#8217;esordio per un giovane Autore italiano. Avete presente il giorno del Giudizio Universale? Ecco, questa è la cronaca di quello che succede dopo. Dopo il suono delle trombe. Dopo i grandi terremoti. Dopo l&#8217;apocalisse. Dopo la risurrezione delle anime. Dopo il giudizio. Dopo che i Buoni sono ascesi in Paradiso e i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=576&subd=giulyg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/lo-stagno-di-fuoco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-606" title="lo stagno di fuoco" src="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/lo-stagno-di-fuoco.jpg?w=200&#038;h=300" alt="lo stagno di fuoco" width="200" height="300" /></a>Uno strano <a href="http://www.stagnodifuoco.com/">romanzo d&#8217;esordio</a> per un giovane Autore italiano. Avete presente il giorno del Giudizio Universale? Ecco, questa è la cronaca di quello che succede dopo. Dopo il suono delle trombe. Dopo i grandi terremoti. Dopo l&#8217;apocalisse. Dopo la risurrezione delle anime. Dopo il giudizio. Dopo che i Buoni sono ascesi in Paradiso e i Cattivi sprofondati nell&#8217;Inferno. E chi non è stato abbastanza cattivo da meritare la dannazione eterna o tanto buono da godere della pace infinita, rimane sulla Terra, una sorta di Purgatorio di fortuna, in compagnia di tre angeli &#8220;dimenticati&#8221;. Nonostante le situazioni talvolta grottesche, nonostante una vena imperante di sarcasmo misto a umorismo, tutto il libro è pervaso da una forte impronta teo-filosofica. Niente è scritto per caso, ma l&#8217;Autore affronta temi &#8220;pesanti&#8221; quali la teologia, gli aspetti più oscuri dei dogmi religiosi, rendendoli leggeri. Attraverso la penna e le parole di John Gould, ci troveremo coinvolti in un&#8217;avventura alfa-numerica attraverso le porte dell&#8217;Inferno. Una lenta e perigliosa discesa negli Inferi. Un allucinante viaggio tra i demoni in compagnia degli angeli. Lasciatevi condurre in questo viaggio. Lanciatevi nel vuoto. Lanciatevi col cuore e l&#8217;anima leggeri. Come le piume delle ali di un angelo.</p>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 15:48:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/12/et-volvisse-sat-est.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-819" title="et volvisse sat est" src="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/12/et-volvisse-sat-est.jpg?w=292&#038;h=402" alt="" width="292" height="402" /></a></p>
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		<title>L&#8217;eleganza del riccio</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 16:35:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'élégance du hérisson]]></category>
		<category><![CDATA[L'eleganza del riccio]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si dice che l&#8217;apparenza inganna. O che non è l&#8217;abito a fare un monaco. In questo romanzo troviamo immagini che mostrano una serie di stereotipi, banalità, preconcetti e luoghi comuni; e pensieri che al contrario sono quanto di meno standardizzato, tradizionale, comune si possa immaginare. Troviamo una portinaia che è il clichè di tutte le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=730&subd=giulyg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/09/leleganza-del-riccio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-741" title="l'eleganza del riccio" src="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/09/leleganza-del-riccio.jpg?w=192&#038;h=300" alt="l'eleganza del riccio" width="192" height="300" /></a>Quando si dice che l&#8217;apparenza inganna. O che non è l&#8217;abito a fare un monaco. In questo romanzo troviamo immagini che mostrano una serie di stereotipi, banalità, preconcetti e luoghi comuni; e pensieri che al contrario sono quanto di meno standardizzato, tradizionale, comune si possa immaginare. Troviamo una portinaia che è il clichè di tutte le portinaie del mondo: non giovane, trascurata nell&#8217;aspetto, non acculturata, dedita alla visione di quiz in tv. Una bambina dall&#8217;intelligenza frizzante che è la rappresentanza di tutta la preadolescenza: chiusa, introversa, problematica. Ma poichè niente è come appare cosa c&#8217;è di strano nello scoprire che queste due anime intellettuali che vivono nascoste al mondo, sono quasi gemelle? Ecco dunque questo delicato romanzo che pagina dopo pagina ci farà entrare nel diario della piccola Paloma o nella portineria di madame Michel, ci farà scoprire colf nobildonne e miserabili aristocratici, il tutto animato dal vento della scoperta e dalla costante ricerca di un arricchimento culturale e di sapere che nutra lo spirito e lo appaghi. Come il lento sciogliersi di una tavoletta di cioccolata fondente nella bocca.</p>
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		<title>Memorie di una geisha</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 14:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulyg78</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Memoirs of a geisha]]></category>
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		<category><![CDATA[TEA]]></category>

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		<description><![CDATA[Più che leggere un libro mi è sembrato di fare un viaggio. Un viaggio in un Paese per certi versi ancora sconosciuto, dove antiche tradizioni e rituali immortali continuano a sopravvivere nonostante il mutare dei tempi e dei costumi. Erroneamente siamo portati a credere che le geishe siano delle &#8220;prostitute d&#8217;alto bordo&#8221;: niente di più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=710&subd=giulyg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/08/memorie-di-una-geisha1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-717" title="memorie di una geisha" src="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/08/memorie-di-una-geisha1.jpg?w=194&#038;h=300" alt="memorie di una geisha" width="194" height="300" /></a>Più che leggere un libro mi è sembrato di fare un viaggio. Un viaggio in un Paese per certi versi ancora sconosciuto, dove antiche tradizioni e rituali immortali continuano a sopravvivere nonostante il mutare dei tempi e dei costumi. Erroneamente siamo portati a credere che le geishe siano delle &#8220;prostitute d&#8217;alto bordo&#8221;: niente di più lontano dalla realtà. Una geisha è una donna che concede il suo tempo, non il suo corpo. Lo concede a uomini importanti e con devozione si prodiga affinchè questi si dilettino: con conversazioni argute, offrendo il thè, mescendo sakè, danzando, suonando. Sebbene le apprendiste fossero ragazze di umili origini, la preparazione per portarle a divenire vere geishe, è quanto di più complesso possa esistere: devono apprendere come emozionare, come trasmettere emozioni, non lasciando trapelare nessuna emozione dai loro volti simili a quelle di fragili bambole di porcellana. Devono essere preparate, scaltre, capaci di destreggiarsi in un ambiente dove invidie e rivalità sono l&#8217;anima di un mondo dove solo colei che riesce ad accaparrarsi il più buon &#8220;partito&#8221;, ha la sicurezza di poter sopravvivere. Sono rimasta affascinata dalla dedizione e meticolosità con la quale ogni particolare del trucco e dell&#8217;abbigliamento viene studiato: i kimono che rendono queste donne simili a leggiadre farfalle colorate, sono quanto di più complesso e scomodo possiamo pensare di indossare, ed ogni nodo, ogni strato ha un significato, un perchè ed un&#8217;utilità. Non c&#8217;è niente di umiliante o svilente nel loro lavoro, ma tutto è permeato da una solennità, da una ritualità dei gesti quasi sacra, che forse a noi può risultare incomprensibile. Al termine di questo viaggio si scoprirà che il Paese del Sol Levante, nonostante sia stato coinvolto nella globalizzazione mondiale, conserva ancora gelosamente questo suo raro tesoro, questa sua millenaria tradizione, da preservare, conservare ed ammirare in tutta la sua fragile bellezza.</p>
<p><em>&#8220;Non diventiamo geishe perchè vogliamo che la nostra vita sia felice, ma perchè non abbiamo altra scelta.&#8221;</em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giulyg.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giulyg.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giulyg.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giulyg.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giulyg.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giulyg.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giulyg.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giulyg.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giulyg.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giulyg.wordpress.com/710/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=710&subd=giulyg&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Veronika decide di morire</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 14:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulyg78</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri oro Bompiani]]></category>
		<category><![CDATA[Paulo Coelho]]></category>
		<category><![CDATA[Veronika decide di morire]]></category>
		<category><![CDATA[Veronika decide morrer]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un romanzo strano. Credevo di leggere una sorta di &#8220;elogio alla morte&#8221;, assistere alla ricerca spasmodica della protagonista di mettere fine alla sua vita. E invece in mezzo a tutta questa morte, tutto è vita. Non solo: una domanda permea tutta la storia. Chi sono i veri pazzi e cos&#8217;è la follia? Coelho non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=645&subd=giulyg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/veronika-decide-di-morire1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-648" title="veronika decide di morire" src="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/veronika-decide-di-morire1.jpg?w=177&#038;h=280" alt="veronika decide di morire" width="177" height="280" /></a>E&#8217; un romanzo strano. Credevo di leggere una sorta di &#8220;elogio alla morte&#8221;, assistere alla ricerca spasmodica della protagonista di mettere fine alla sua vita. E invece in mezzo a tutta questa morte, tutto è vita. Non solo: una domanda permea tutta la storia. Chi sono i veri pazzi e cos&#8217;è la follia? <a href="http://www.paulocoelho.com.br/index.html">Coelho</a> non da una risposta, ma più si conoscono i &#8220;folli&#8221; più sembra che la vera follia sia il quotidiano adattarsi a regole, schemi, comportamenti imposti o reitarati dalla consuetudine e per questo ritenuti socialmente &#8220;normali&#8221;. Veronika decide di morire. Ma non riesce nel suo intento. E messa davanti alla prospettiva di non essere più lei a decidere quando e come morire, la sua brama di distruzione si trasforma. La ragazza insoddisfatta diventa una giovane donna che osserva, sente, si emoziona, assapora ogni istante dei giorni che le rimangono intrapendendo una ricerca verso il sapore della vita. Non nego di aver odiato il suo personaggio: come essere annoiati dalla vita? Soprattutto quando la vita è gioventù, benessere, nessuna preoccupazione. Non ho trovato giustificazioni per il suo gesto. Ma man mano che la sentivo in un certo senso disperarsi al dissolversi del tempo che le scivolava via inesorabile, la vedevo prendere coscienza di ogni attimo e percevivo il suo impegno nel rendere degno di essere vissuto ogni momento di vita. Secondo me la peculiarità di tutto il romanzo sta nel fatto che sono i matti, i folli, i pazzi, gli schizofrenici a liberare la voglia di vivere di Veronika; e lei ad infondere in loro il coraggio di portare un pizzico di follia nella routine della normalità.</p>
<p><em>&#8220;I folli commettono sempre delle follie.&#8221;</em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giulyg.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giulyg.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giulyg.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giulyg.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giulyg.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giulyg.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giulyg.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giulyg.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giulyg.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giulyg.wordpress.com/645/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=645&subd=giulyg&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un faro sulle strade degli ultimi &#8211; Giovanni Battista Quilici</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 13:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulyg78</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edizioni San Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Battista Quilici]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Un faro sulle strade degli ultimi]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Lessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella Livorno del XIX secolo, un prete, un semplice uomo ha un&#8217;intuizione geniale e rivoluzionaria: per far sì che la società sia migliore, non afflitta da mali quali la prostituzione e la delinquenza dilagante, occorre restituire dignità a tutti cominciando dai più piccoli. Piccoli non solo in termini di età, ma nel senso di ultimi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=636&subd=giulyg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/un-faro-sulle-strade-degli-ultimi1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-642" title="un faro sulle strade degli ultimi" src="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/un-faro-sulle-strade-degli-ultimi1.jpg?w=187&#038;h=280" alt="un faro sulle strade degli ultimi" width="187" height="280" /></a>Nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Livorno">Livorno</a> del XIX secolo, un prete, un semplice uomo ha un&#8217;intuizione geniale e rivoluzionaria: per far sì che la società sia migliore, non afflitta da mali quali la prostituzione e la delinquenza dilagante, occorre restituire dignità a tutti cominciando dai più piccoli. Piccoli non solo in termini di età, ma nel senso di ultimi, emarginati. Già a quei tempi il porto aveva contribuito a creare una società multietnica (un moderno meltin&#8217; pot), multiculturale e multireligiosa. Non solo: Livorno era un porto franco dove da ogni parte del Mediterraneo arrivavano navi e uomini attirati dalla libertà del commercio; grazie alle famose &#8220;leggi livornine&#8221; poi, debiti o condanne penali venivano cancellate in un solo colpo dando la possibilità a quanti arrivavano in città di rifarsi una vita, generando così una variegata compresenza di costumi, opinioni, sentimenti. Facile immaginare come la città divenisse ben presto un &#8220;refugium peccatorum&#8221; e di quanto inevitabile fosse che violenza e delinquenza dilagassero in ogni quartiere. In questo crogiolo di razze e in un dilagare di violenze, corruzione, don Quilici osserva la sua città, il suo popolo. E decide di agire. Non giudicando nessun comportamento. Solo portando il suo messaggio di amore. Si reca così al bagno penale della Fortezza Vecchia dove i detenuti scontavano la loro pena incatenati e costretti ai lavori forzati, per portare loro il messaggio che il Padre non li aveva abbandonati ma anzi, proprio lì in mezzo alla sofferenza li amava ancora di più e altro non chiedeva di vederli tornare a Sè. Altra triste situazione era quella delle donne: la miseria diffusa, il grande porto dal quale giungeva a Livorno un enorme movimento di persone, resero la città nota come &#8220;un emporio dei vizi in attesa di diventare un emporio d&#8217;affari&#8221;. Ed anche per loro don Quilici non usa parole di condanna morale: le invita a prendere in mano le redini della loro vita e a sollevarsi dalla condizione di schiave. Infine, è ai più piccoli, ai bambini, che dedica il suo pensiero e la sua azione: se i giovani imboccavano la strada della delinquenza o venivano assorbiti nel giro della prostituzione, ciò era dovuto alla grave carenza educativa. Nessuno si occupava dell&#8217;educazione per far sì che i ragazzi e le ragazze divenissero  protagonisti positivi nel lavoro, nella famiglia, nella società. La sua opera non si limita alle parole, ma all&#8217;azione in prima linea: nasce così l&#8217;idea di un istituto dove accogliere la gioventù, dove &#8220;aggiustare le menti e riformare il cuore&#8221;. Don Quilici costruisce così l&#8217;Istituto Santa Maria Maddalena e fonda quello che oggi è l&#8217;ordine delle <a href="http://www.figliedelcrocifisso.org/blog/">Figlie del Crocifisso</a>: una comunità rivoluzionaria per quei tempi interamente formata da donne istruite che si autogovernano e che si dedicano all&#8217;istruzione, all&#8217;insegnamento della religione e all&#8217;abilità di un mestiere di tutte le &#8220;fanciulline&#8221; siano esse &#8220;ricche o povere, rozze o civili, buone o cattive, inesperte o provette&#8221;. La sua opera è stata inarrestabile fino al giorno della sua morte, ma ancora oggi don Giovanni Quilici è per Livorno il faro che ha saputo attirare nella sua luce di carità e amore gli Ultimi e riscattarli.</p>
<p><em>&#8220;Carità è occuparsi dell&#8217;educazione dei bambini, con attenzione sia al corpo, sia alla mente.&#8221;</em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giulyg.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giulyg.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giulyg.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giulyg.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giulyg.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giulyg.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giulyg.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giulyg.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giulyg.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giulyg.wordpress.com/636/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=636&subd=giulyg&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sonderkommando Auschwitz</title>
		<link>http://giulyg.wordpress.com/2009/07/29/sonderkommando-auschwitz/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 20:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulyg78</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autobiografia]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mondolibri S.p.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Shlomo Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Sonderkommando Auschwitz]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non avevo mai pianto leggendo un libro. Nonostante adori leggere sin da quando ero piccola, ed abbia letto davvero di tutto, mai nessun testo per quanto bello, avvincente, coinvolgente, mi aveva fatto piangere. Ho pianto, colpita nell&#8217;anima da ogni parola di questa cronaca dell&#8217;orrore. Ho pianto per il senso di impotenza. Ho pianto perchè mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=660&subd=giulyg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/sonderkommando-auschwitz.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-664" title="sonderkommando auschwitz" src="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/sonderkommando-auschwitz.jpg?w=196&#038;h=280" alt="sonderkommando auschwitz" width="196" height="280" /></a></em></p>
<p>Non avevo mai pianto leggendo un libro. Nonostante adori leggere sin da quando ero piccola, ed abbia letto davvero di tutto, mai nessun testo per quanto bello, avvincente, coinvolgente, mi aveva fatto piangere. Ho pianto, colpita nell&#8217;anima da ogni parola di questa cronaca dell&#8217;orrore. Ho pianto per il senso di impotenza. Ho pianto perchè mi sono resa conto che in quell&#8217;inferno chiamato Birkenau non esisteva più speranza per nessuno. I campi di concentramento, le camere a gas hanno annientato milioni di persone, ma crimine ancora più raccapricciante, hanno ucciso la speranza di quanti sono sopravvisuti. Il prezzo pagato per rimanere vivi è stato l&#8217;annichilimento della capacità di sperare, di trovare gioia, anche nelle piccole cose. Sopravvivere&#8230; Ma perchè? A quale scopo? A che prezzo? Ricordo che quando lessi la biografia di Primo Levi rimasi stupita nel leggere che era morto suicidandosi. Mi interrogai: come è possibile che una persona che è riuscita ad uscire viva dal campo di concentramento, che ha superato l&#8217;orrore, decida di togliersi la vita. Oggi ho capito. Come si può gioire della vita quando si ha la consapevolezza che ogni giorno, ogni ora, ogni respiro, ogni battito del cuore è stato &#8220;rubato&#8221; a milioni di altri respiri, a milioni di altri cuori. E durante i giorni, i mesi trascorsi nel regno dell&#8217;angoscia, la mente umana ha fatto in modo di cancellare ciò che gli occhi vedevano, ciò che le orecchie udivano, ciò che le mani toccavano; un solo comando arrivava: mangiare, sopravvivere. Il resto non esisteva. Mangiare, sopravvivere. Sapendo che il boccone che potevo mangiare era stato tolto a qualcun altro che, inevitabilmente o per fame o per la follia di pochi, sarebbe morto. Ma anche sapendo questo: mangiare, sopravvivere. Un&#8217;ora in più, forse un giorno. Continuare a &#8220;rubare&#8221; un po&#8217; di vita. Una volta usciti dal campo, è come se l&#8217;anima, lacerata, si rifiutasse di seguire il corpo in quello che viene definito &#8220;ritorno alla normalità&#8221;. E&#8217; come se chi è riuscito a sopravvivere, fosse stato svuotato della capacità di provare sentimenti. Ma la testimonianza dei Sopravvissuti, per quanto incredibile, orrenda, tanto che loro stessi stentano a credere che davvero tutto questo sia potuto accadere, è la preziosa eredità che ci tramandano. Che ogni loro parola diventi monito e speranza al tempo stesso affinchè quello che è stato non accada mai più. Mai più. Mai.</p>
<p><em>&#8220;Appena provo un po&#8217; di gioia, qualche cosa mi si blocca dentro. E&#8217; una malattia che rode dal di dentro e che distrugge ogni sentimento di felicità. Non mi lascia mai un momento di felicità o di spensieratezza. Non si esce mai per davvero dal Crematorio.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Succede anche a me di pensare che non è stato che un brutto sogno, che non è potuto succedere.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Dovevamo pur mangiare&#8230; Finivamo per abituarci a tutto, anche all&#8217;odore nauseabondo della morte. Eravamo parte del meccanismo. Non ce ne rendevamo nemmeno conto; non pensavamo più a niente; eravamo diventati degli automi.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;La solidarietà esiste soltanto quando si ha abbastanza per sè; altrimenti, per sopravvivere, si deve essere egoisti.&#8221; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shlomo_Venezia">Shlomo Venezia</a></em></p>
<p><em>&#8220;E&#8217; avvenuto, quindi può accadere di nuovo.&#8221; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_Levi">Primo Levi</a></em></p>
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		<title>Un sabato, con gli amici</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 18:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulyg78</dc:creator>
				<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Camilleri]]></category>
		<category><![CDATA[Arnoldo Mondadori editore]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mondolibri S.p.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Un sabato con gli amici]]></category>

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		<description><![CDATA[Inutile nasconderlo: Camilleri sa scrivere qualsiasi cosa. Fosse anche la lista della spesa, lui sa farlo, con classe. E da vero scrittore quale è riesce anche a diversificare il suo stile. Il linguaggio usato in questo libro è schietto, crudo, sintetico, molto attuale; sono come occhiate penetranti che centrano un bersaglio. Nessun personaggio ha avuto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giulyg.wordpress.com&blog=4314617&post=627&subd=giulyg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/un-sabato-con-gli-amici1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-640" title="un sabato con gli amici" src="http://giulyg.files.wordpress.com/2009/07/un-sabato-con-gli-amici1.jpg?w=198&#038;h=300" alt="un sabato con gli amici" width="198" height="300" /></a>Inutile nasconderlo: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Camilleri" target="_blank">Camilleri</a> sa scrivere qualsiasi cosa. Fosse anche la lista della spesa, lui sa farlo, con classe. E da vero scrittore quale è riesce anche a diversificare il suo stile. Il linguaggio usato in questo libro è schietto, crudo, sintetico, molto attuale; sono come occhiate penetranti che centrano un bersaglio. Nessun personaggio ha avuto un&#8217;infanzia felice: in qualche modo c&#8217;è stato un evento tragico e traumatico che segnerà per sempre il loro carattere. I casi della vita, il destino, le coincidenze faranno sì che tutti si trovino a condividere un sabato sera a cena. Una serata di quelle noiose dove si fa più per abitudine che per voglia di stare insieme, anche perchè di stare insieme a &#8220;quelle&#8221; persone è l&#8217;unica cosa che si vorrebbe evitare. Un normale, noiosissimo, scontato sabato sera dove dopo il primo giro di drink non si vede l&#8217;ora di tornarsene a casa propria. Ma Camilleri è un maestro dell&#8217;imprevisto. E la sua penna, la sua arguzia e genialità ci condurranno in un finale imprevisto, ma non inaspettato. Un finale che rende quel sabato sera solo un po&#8217; più frizzante degli altri. E sette anime, sette bambini forse innocenti, diverrano sette anime davvero perdute. Ognuno artefice del proprio destino, senza scuse o attenuanti.</p>
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