Inserito da: giulyg78 | 30 Agosto 2009

Veronika decide di morire

veronika decide di morireE’ un romanzo strano. Credevo di leggere una sorta di “elogio alla morte”, assistere alla ricerca spasmodica della protagonista di mettere fine alla sua vita. E invece in mezzo a tutta questa morte, tutto è vita. Non solo: una domanda permea tutta la storia. Chi sono i veri pazzi e cos’è la follia? Coelho non da una risposta, ma più si conoscono i “folli” più sembra che la vera follia sia il quotidiano adattarsi a regole, schemi, comportamenti imposti o reitarati dalla consuetudine e per questo ritenuti socialmente “normali”. Veronika decide di morire. Ma non riesce nel suo intento. E messa davanti alla prospettiva di non essere più lei a decidere quando e come morire, la sua brama di distruzione si trasforma. La ragazza insoddisfatta diventa una giovane donna che osserva, sente, si emoziona, assapora ogni istante dei giorni che le rimangono intrapendendo una ricerca verso il sapore della vita. Non nego di aver odiato il suo personaggio: come essere annoiati dalla vita? Soprattutto quando la vita è gioventù, benessere, nessuna preoccupazione. Non ho trovato giustificazioni per il suo gesto. Ma man mano che la sentivo in un certo senso disperarsi al dissolversi del tempo che le scivolava via inesorabile, la vedevo prendere coscienza di ogni attimo e percevivo il suo impegno nel rendere degno di essere vissuto ogni momento di vita. Secondo me la peculiarità di tutto il romanzo sta nel fatto che sono i matti, i folli, i pazzi, gli schizofrenici a liberare la voglia di vivere di Veronika; e lei ad infondere in loro il coraggio di portare un pizzico di follia nella routine della normalità.

“I folli commettono sempre delle follie.”


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