Inserito da: giulyg78 | 31 Agosto 2008

Storie di fantasmi

Tre casi per il detective Carvalho. Tre casi che hanno come protagonisti dei fantasmi. Tre casi di fantasmi proprio per Pepe Carvalho, che è quanto di più umano e terreno si possa immaginare. Epicureo fino all’inverosimile, amante della buona cucina e delle belle donne. Schietto, conciso e diretto, a volte quasi brutale nell’esternazionedel il suo pensiero. Non è certo il tipo che usa fronzoli linguistici o giri di parole; e non gli importa affatto che qualcuno si possa offendere alle sue parole. Ora, pensate di rivolgervi ad un tipo del genere e dirgli “Ho visto un fantasma. Può aiutarmi a provare che non sono pazzo e che gli spiriti esistono veramente?”. Armato di tutto il suo scetticismo, con raffiche di cinismo e pungente sarcarsmo, tra un manicaretto ed una specialità locale, il detective Carvalho giungerà alla soluzione (reale) di casi al limite dell’occulto e del soprannaturale.

“Dovendo scegliere tra i fantasmi e i morti, a Pepe Carvalho pareva che tra gli uni e gli altri i più tangibili fossero pur sempre i morti.” Manuel Vàzquez Montalbàn


Risposte

  1. Leggendo questo scritto e quello che segue, mi viene da farne un parallelo. Parallelo non significa necessariamente identità: i paralleli hanno punti di origine e di fine differenti anche se vanno nella medesima direzione.
    Ci troviamo di fronte alla descrizione di situazioni che, al colpo d’occhio, si presentano come fatti soprannaturali, ma in effetti sono esternazioni delle nostre più recondite paure.
    Nell’opera di Montalban è la credenza popolare che alimenta il “fantasma”: davanti ad episodi che hanno dei punti oscuri, si preferisce attribuirne la causa all’extrasensoriale.
    Ma interviene la razionalità dell’investigatore che non spende risorse per dimostrare che i fantasmi non esistono o per scardinare la credenza popolare, semplicemente evidenzia la “fisicità” dell’accaduto, la sua banalità, l’aver cercato lontano ciò che invece era sotto gli occhi di tutti.

    Nell’opera di Faletti, invece, si parte dall’opposto: non è più la credenza di molti ad avvalorare l’esistenza del fantasma, ma è l’eccezionalità del fatto singolo, l’unicità dell’evento.
    Spesso la realtà dell’individuo è così particolare che non può essere spiegata razionalmente; non si tenta neppure di dare una motivazione, ma si preferisce lasciarla nel vago ed attribuirla ad esseri fuori dal nostro mondo, creando così “pochi inutili nascondigli”.


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