Inserito da: giulyg78 | 23 Luglio 2008

Mondo senza fine

Mondo senza fine” è stato presentato dalla stampa come “… il seguito dei “Pilastri della terra”. Niente di più fuorviante. L’unico punto di contatto con il precedente romanzo è l’ambientazione nella cittadina di Kingsbridge. Ogni capitolo sembra scritto da una persona diversa, che non ha la minima idea di cosa venga raccontato nei capitoli precedenti; solo una vaga idea di ciò che era nei “Pilastri”. La trama lascia in sospeso varie tracce senza svilupparle: ad esempio a chi appartengono le iniziali ritrovate sul “tesoro” di Philemon, perchè la vita di frate Thomas è così strettamente intrecciata con gli intrighi della famiglia reale?  Il finale è scialbo e avulso dal contesto della storia: intrighi e lotte di potere, guerre e violenze, stregoneria e ingegno umano, tutto viene annullato dalla conclusione da romanzetto rosa con un improbabile ménage à trois tra il forzuto bracciante, l’umile moglie e l’avvenente contadinotta. I protagonisti sono privi di personalità: non un solo carattere spicca. Sembrano tanti clichè stereotipati della serie “il malvagio”, “il forzuto”, “l’intelligente”, “l’emancipata”. La vera grande delusione è la peste: relegata al ruolo di mera comparsa, quasi non si avverte la tragicità storica che ebbe la famigerata Peste nera del 1348. La peste rese nulle le leggi umane, così come rese inutile ogni ordine sociale e civile: l’epidemia colpì indistintamente il nobile come il plebeo, l’anziano come il fanciullo, il vigoroso come il gracile. Dopo il suo passaggio, la nera falce aveva mietuto più di un terzo dell’intera popolazione europea. Ma per risparimiare la coraggiosa eroina, sembra che basti una pezza di lino e un po’ d’acqua di rose per evitare il terribile contagio… Il risultato finale è di un libro buonista, dove ben poco rimane del romanzo storico moderno quale era “I pilastri della terra”.


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